Caruso restaurant

Indonesia, Bali – 1998

Il potere della trasparenza
presentazione
di
Luigi Pellegrin
l’Architettura n 508

Giovanni d’Ambrosio sta crescendo nel fare architettura, in base a due positive condizioni di partenza:

1. È stato un pessimo studente rispetto ai canoni della Scuola-Accademia che è la Facoltà di Architettura oggi;
2. Ha iniziato a esprimersi alla scala del design, il che lo ha indirizzato ad accogliere il mestiere come sostanziante medium.

È grato è rilassante guardare questo ristorante – bar “Caruso”.
È un progetto chiaro nella specificata distinzione fra materia -struttura e materia -involucro; è chiaro nella decisione di dare forma ai vettori portanti con una disarmante semplicità.
Non è opera sintetizzante in possibile messaggio di forma.
È in questa caratteristica la positività del processo che d’Ambrosio presenta; processo che evita il negativo predominante e di moda che è espresso in gran parte dei lavori contemporanei della sponda opposta all’atro negativo: il Postmodern.
Negativo che nella creduta supremazia delle vogliosità formali si indentifica spesso con le caricature delle forme e con l’approdo a un altro paludoso arbitrio che riflette solo un individualistico dimenarsi sterile.
Questo lavoro di d’Ambrosio è piccolo.
Benvenute le dimensioni di spazialità costruite che si pongono nella condizione di semina!
Che questa stagione in architettura sia tempo di semina e non di conclusioni, sarebbe positivo che diventasse parere di MOLTI.
Questo progetto non è concluso, ma è chiudente.
È testimonianza che tra i Padri consci o meno di d’Ambrosio vi sono i fondatori della Modernità; Buckminster Fuller è certamente presente nel dietro di questo lavoro.
Era molto tempo che non potevo citare questo nome.
Infine, guardando la fotografia del bar “Caruso” dalla strada, mi è tornata in mente la lezione americana di Calvino sulla leggerezza.
Non so se e’ pertinente, ma è accaduto.

Caruso restaurant

Indonesia, Bali – 1998

Il potere della trasparenza
presentazione
di
Luigi Pellegrin
l’Architettura n 508

Giovanni d’Ambrosio sta crescendo nel fare architettura, in base a due positive condizioni di partenza:

1. È stato un pessimo studente rispetto ai canoni della Scuola-Accademia che è la Facoltà di Architettura oggi;
2. Ha iniziato a esprimersi alla scala del design, il che lo ha indirizzato ad accogliere il mestiere come sostanziante medium.

È grato è rilassante guardare questo ristorante – bar “Caruso”.
È un progetto chiaro nella specificata distinzione fra materia -struttura e materia -involucro; è chiaro nella decisione di dare forma ai vettori portanti con una disarmante semplicità.
Non è opera sintetizzante in possibile messaggio di forma.
È in questa caratteristica la positività del processo che d’Ambrosio presenta; processo che evita il negativo predominante e di moda che è espresso in gran parte dei lavori contemporanei della sponda opposta all’atro negativo: il Postmodern.
Negativo che nella creduta supremazia delle vogliosità formali si indentifica spesso con le caricature delle forme e con l’approdo a un altro paludoso arbitrio che riflette solo un individualistico dimenarsi sterile.
Questo lavoro di d’Ambrosio è piccolo.
Benvenute le dimensioni di spazialità costruite che si pongono nella condizione di semina!
Che questa stagione in architettura sia tempo di semina e non di conclusioni, sarebbe positivo che diventasse parere di MOLTI.
Questo progetto non è concluso, ma è chiudente.
È testimonianza che tra i Padri consci o meno di d’Ambrosio vi sono i fondatori della Modernità; Buckminster Fuller è certamente presente nel dietro di questo lavoro.
Era molto tempo che non potevo citare questo nome.
Infine, guardando la fotografia del bar “Caruso” dalla strada, mi è tornata in mente la lezione americana di Calvino sulla leggerezza.
Non so se e’ pertinente, ma è accaduto.